APPALTO E INDOTTO ACCIAIERIE D’ITALIA

di | 16/07/2021

FIM – FIOM – UILM – USB SCRIVONO ALLA IRIS SUL DELICATO TEMA DELLE RETRIBUZIONI

Pubblichiamo integralmente la nota unitaria relativa al problema sulle retribuzioni ai lavoratori da parte della ditta IRIS:

“Fim, Fiom, Uilm, Usb sono tornate a riunirsi in assemblea con i lavoratori per discutere degli esiti dell’incontro tenuto con l’azienda lo scorso 07 Luglio. Dalla discussione sono emerse generali perplessità rispetto alle posizioni assunte dall’azienda in merito alle questioni poste. Peraltro, ad oggi, non risulta pervenuta alle scriventi OO.SS. alcuna disponibilità a rivedere quelle posizioni nonostante l’invito rivoltole e finalizzato a porre in essere idonee misure per ovviare ai legittimi disagi espressi dai lavoratori.
Per questi motivi, ritenendo inaccettabile il continuo rinvio della ricerca di una soluzione da parte dell’azienda, si definisce il seguente programma di mobilitazione:
nel confermare lo stato di agitazione con blocco di tutte le forme di collaborazione e lavoro straordinario, a far data da Mercoledì 14/07/2021 e fino a Venerdì 16/07/2021 si proclamano 2 ore di sciopero da tenersi a inizio turno sia per il 1° che per il 2°.
Inoltre, se entro la giornata di venerdì 16/07/2021 l’azienda non dovesse procedere al versamento del saldo del mese di Maggio c.a. ed alla corresponsione della retribuzione del mese di Giugno c.a., unitamente al versamento dell’elemento perequativo e del welfare benefit 2020 e 2021, Fim, Fiom, Uilm, Usb proclamano per Lunedì 19/07/2021 lo sciopero di 8 ore per entrambe i turni di lavoro con presidio presso gli ingressi dell’unità operativa dell’azienda sita in Torricella (TA).”

Intanto grazie all’immediata azione sindacale, la IRIS, proprio in giornata, ci ha fatto pervenire una nota con la quale ci comunica che regolarizzerà da subito, le retribuzioni arretrate ai lavoratori, condizione questa che ci impone la sospensione momentanea dello sciopero, ma non la proclamazione dello stato di agitazione delle maestranze, sino a quando tutte le rivendicazioni, più che legittime, non verranno accolte.