ILVA IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA

di | 21/05/2021

SVOLTO L’INCONTRO CON IL COMITATO SEPAC DELLA REGIONE PUGLIA

Lunedì 17 maggio scorso, si è svolta la riunione in modalità video-conferenza con la Task-force della Regione Puglia, convocata quest’oggi in merito al monitoraggio lavoratori ILVA in A.S, per quanto di competenza del comitato Sepac. Durante la riunione la stessa task-force regionale rappresentata dal presidente Leo Caroli, ha prospettato un supporto dell’organo regionale a sostegno delle rivendicazioni avanzate dalle OO.SS che preveda la condivisione su due macrotemi riguardanti:

=> Implementazione di Politiche attive regionali (piani formativi di riqualificazione e sostegno al reddito);
=> Progetto di articolazione nazionale per lo stanziamento delle opportune risorse a carico dei ministeri di competenza, per l’inserimento dei lavoratori di Ilva in A.S in LPU (lavori di pubblica utilità) proposti dalla Task-Force.

Per questo secondo punto, abbiamo ribadito la nostra disponibilità ad entrare nel merito delle questioni, affrontando punto per punto le incognite che si sono presentate durante l’incontro e che la stessa misura, possa essere estesa anche a tutti i lavoratori coinvolti in procedure di cassa integrazione a zero ore rientranti nel bacino di crisi dell’area complessa.

Come Fim-Fiom-Uilm abbiamo chiesto alla Task-Force regionale di svolgere tutti gli approfondimenti di circostanza con i competenti ministeri, affinché ogni proposta rientri nel perimetro delle intese sottoscritte in sede ministeriale il 06 settembre 2018 e, per le quali siamo e restiamo disponibili ad un eventuale misura a carattere transitorio per il sostegno al reddito dei lavoratori interessati, allorquando funzionale alla ricollocazione all’interno del perimetro industriale, visto l’elevato bagaglio professionale e di competenze possedute da queste maestranze.

La Regione rispetto alla nostra richiesta, ha dichiarato ufficialmente che un’eventuale intesa tra le parti, dovrà prevedere un modello che, comunque, non precluda in nessun modo le garanzie previste dalla clausola di salvaguardia occupazionale contenuta nell’accordo del 6 Settembre 2018.

In ragione delle nostre rivendicazioni, abbiamo peraltro dettagliato ai responsabili della Task-Force che l’eventuale integrazione dell’ulteriore 10% (da impiego LPU) dovrà considerarsi per i lavoratori Ilva in A.S come misura aggiuntiva all’attuale integrazione del 10% sulla CIGS sulle rilevanze dell’accordo di cui sopra.

Abbiamo, altresì, chiesto di conoscere quale sia il perimetro eventuale di utilizzo di questi lavoratori, la tipologia di formazione che deve essere valore aggiunto, all’interno di un progetto di riqualificazione che miri ad accrescere e non decrescere il bagaglio professionale rispetto a quelle che saranno le esigenze del piano di transizione ed innovazione della produzione di acciaio green.

Ovviamente sarà imprescindibile il coinvolgimento dei vari ministeri, da quello del lavoro, Sud, sviluppo economico ed Ambiente, poiché solo attraverso il loro coinvolgimento si potrà ricercare una modalità condivisa che si riveli snella e funzionale ad accrescere salario e bagaglio professionale.

A tal proposito, il Presidente Leo Caroli ha espresso la necessità di approfondire in sede ministeriale quanto emerso dal tavolo dell’incontro odierno e in funzione di quanto Fim-Fiom-Uilm hanno rilevato, ha proposto un nuovo tavolo di aggiornamento entro i prossimi 30 giorni.

È stato ribadito dalle stesse Organizzazioni Sindacali che l’obiettivo cardine è, resta e resterà la rapida ripresa del tavolo ministeriale sulla vertenza dell’ex-Ilva al fine di porre definitivamente la parola fine al drammatico contesto di incertezza per le ragioni ambientali ed occupazionali che continuano a tenere in scacco migliaia di lavoratori e di un’intera comunità.

Infine, le misure di sostegno al reddito e l’offerta formativa da varare per questi lavoratori, per quanto di competenza della Regione Puglia, dovranno essere reattive e qualificanti, nel rispetto della salvaguardia delle professionalità individuali, senza minimamente cagionare penalizzazioni né sul piano economico, né su quello delle competenze.