VERTENZA EX – ILVA IL PUNTO

di | 23/04/2021

ACCIAIERIE D’ITALIA DIRAMA COMUNICATO STAMPA E MOSTRA IL SUO PITTOGRAMMA

Il logo scelto, si apprende rappresentare il particolare di un coil dipinto nei colori della bandiera italiana e rivolto verso l’alto. Con un comunicato stampa a firma di Lucia Morselli diramato nella tarda giornata di ieri, si annuncia la nascita del nuovo soggetto societario: Acciaierie d’Italia Holding S.p.A.. Con il versamento della relativa quota economica avvenuto in data 15 aprile 2021, si legge, è stato determinato ‘ingresso, nel capitale sociale di AM InvestCo Italy S.p.A., di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.. La partecipazione dello Stato è attualmente del 38% dell’intero capitale sociale. La restante partecipazione del 62% resta in capo ad ArcelorMittal, che non esercita più attività di direzione e coordinamento su AM InvestCo Italy S.p.A.

La UILM ribadisce, in attesa dell’incontro convocato giorno 11 maggio p.v. nella sede del MISE, che con l’ingresso dello Stato si dovrà, per quanto ci riguarda, mettere definitivamente la parola fine ad una fase di disastri, non solo ambientali, accompagnata da atti discriminatori, licenziamenti, repressioni ed un controllo autoritario degli stabilimenti. Proseguendo verso la nuova ricapitalizzazione da parte dello Stato, prevista a maggio del 2022, servirà ristabilire, ma adesso, un rapporto oramai compromesso, sia con le migliaia di lavoratori che con le organizzazioni sindacali, nondimeno con i cittadini. Non c’è altro tempo per rendere ecosostenibile ciò che in effetti si è voluto rendere in parte, o peggio non si è voluto (non ciò che non si poteva) e, per dar vita ad un nuovo piano industriale con zero esuberi, per un rapido cambio di passo verso il risanamento, non solo di una fabbrica. Pretendiamo, nell’interesse di una Comunità, dei lavoratori sociali, Appalto e ILVA in A.S., che il Governo, da adesso segua direttamente gli sviluppi di questa delicatissima e triste vertenza. Servirà un nuovo accordo, condivisione sociale dove le ragioni della UILM restano invariate rispetto al passato.