ILVA IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA

di | 25/12/2020

BENE IL RIFINANZIAMENTO 10% CIGS, PER IL 2021
ORA RICONSIDERARE IMMEDIATAMENTE NELLA TRATTATIVA

Una settimana intensa e di grande confusione quella che ha caratterizzato la fuga di notizie relative all’integrazione salariale sulla CIGS per i lavoratori di Ilva in Amministrazione Straordinaria. Dapprima il tamtam di notizie su media e social, relativa alla presunta, man- cata approvazione di un emendamento alla legge, da parte di un parlamentare ionico. La UILM da subito ha avviato i necessari approfondimenti sulla delicata questione, ed era ed è necessario mantenere i nervi saldi, evitando inutili fughe in avanti, forti dell’esperienza dello scorso anno, in cui le questioni relative al delicatissimo tema, furono già di confusione e forti tensioni sociali. Infatti va sottolineato che il rifinanziamento del beneficio (per una dote di circa 19 milioni di euro), subì dapprima un iter di finanziamento della norma all’interno del- le risorse previste per il Cantiere Taranto, rivelatosi completamente infondato sebbene annunciato da un parlamentare molto vicino al Premier Giuseppe Conte, ma poi, conclusosi attraverso l’approvazione di emendamento al decreto Milleproroghe. In tutto questo impasto all’italiana, i lavoratori già stremati per la protratta, esigua retribuzione, videro abbattersi pesantemente la retribuzione, la quale solo nel mese di marzo 2020 riprese la sostanziale dote prevista dagli accordi. Anche quest’anno non ci siamo fatti mancare nulla, in quanto scopriamo attraverso i nostri sacrosanti approfondimenti, ma soprattutto attraverso la voce in videoconferenza dei Ministri Gualtieri (economia) e Catalfo (Lavoro), che l’emendamento del “deus ex machina”, nei fatti non è mai stato presentato per un difetto formale. In definitiva, attraverso le rassicurazioni dei Ministri abbiamo appreso della proroga (sacrosanta) per tut- to l’anno 2021 dell’integrazione salariale per questo bacino di lavoratori, attraverso lo stanziamento della dote necessaria all’interno del Decreto Milleproroghe, e non più come annunciato, dal decreto c.d. Ristori.
Non è costume della UILM fare inutili fughe in avanti senza approfondire le circostanze e creando inutile allarmismo tra i lavoratori, ed in questo solco proseguiremo incessante l’attenzione per questi lavoratori (circa 1600), soprattutto affinché tutto e tutti comprendano, una volte e per tutte che queste maestranze vanno rapidamente ricomprese nella trattativa che da qui a poco si svilupperà e che nessuno pensi, neppure lontanamente di porli in sacrificio di latro. Lavoro!, questa è la leva con la quale intende misurarsi la nostra organizzazione.