UILM NAZIONALE

di | 27/11/2020

NON CI SENTIAMO VINCOLATI TRA ACCORDO ARCELOR MITTAL E INVITALIA

Oggi è una giornata importante perché i lavoratori dell’ex Ilva, nono stante le restrizioni dovute alla pandemia, hanno scioperato in massa in tutti gli stabilimenti per difendere il lavoro, la sicurezza, la salute e l’ambiente. L’ex Ilva rappresenta la vertenza madre non solo della siderurgia ma del futuro del nostro Paese. L’accordo del 6 settembre 2018, firmato al Mise dal Governo, ArcelorMittal e sindacati è stato disatteso per responsabilità sia dell’Esecutivo che della multinazionale e questo è insopportabile. Sia l’ intesa del 4 marzo che quella che ci sarà il 30 novembre ci hanno visti solamente spettatori e per questo no n ci sentiamo vincolati in nessun modo. Vogliamo conoscere e discutere, senza accordi preconfezionati, del piano industriale e occupazionale, con l ‘imprescindibile salvaguardia sia dei dipendenti, che dei 1.700 in Ilva AS e quelli dell’indotto. Non firmeremo mai accordi che prevedono esuberi, riduzioni salariali e tempi lunghi per il piano industriale e ambientale – lo dichiara Rocco Pa- lombella, Segretario Generale Uilm – al termine della conferenza stampa indetta dai Segretari Generali di Fim – Fiom – Uilm sulla situazione dell’ex IIva.
Vogliamo garanzie chiare e immediate dal Governo sull’occupazione e sugli interventi che si vogliono mettere in campo. Questa vertenza va avanti dal 2012 e non si può perdere più tempo, i lavoratori e la città sono stremati – esorta. Vogliamo un piano che concili salute, lavoro e ambiente, che rispetti sia i diritti dei lavoratori che quelli dei cittadini di Taranto. Solamente con la riconciliazione tra fabbrica e città saremo in grado di costruire un futuro ecosostenibile e occupazionale dell’ ex IIva – prosegue. La prospettiva occupazionale dei lavoratori all’interno dell’ex Ilva è una cosa seria. Vogliamo il lavoro e non gli ammortizzatori sociali continua. Non possiamo fidarci a scatola chiusa dell’ingresso dello Stato nella società con ArcelorMittal, perché è lo stesso che ha gestito gli stabilimenti dal 2012 al 2018 con un fallimento sotto ogni punto di vista. Inoltre si rischia che l’ex Ilva venga strumentalizzata a fini politici tra le diverse fazioni presenti nella maggioranza. Serve univocità dal Governo e non dichiarazioni contra stanti e incompatibili- prosegue. Non accetteremo un accordo d a prendere o lasciare. vogliamo dare il nostro contributo per rilanciare la più grande acciaieria d ‘Europa e salvaguardare la siderurgia italiana – conclude.