ARCELOR MITTAL

di | 14/11/2020

DOCUMENTO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA FIM – FIOM – UILM – USB

Mercoledì scorso si è riunito Il Consiglio di fabbrica dei Rappresentanti sindacali unitari (Rsu) di Fim, Fiom, Uilm e Usb in merito alla imminente scadenza del 30 novembre e al clima di repressione che ArcelorMittal sta adottando nei confronti dei lavoratori di tutto il gruppo. Il governo continua a tenere fuori dalla trattativa le organizzazioni sindacali e, ad oggi, non si conosce quale sarà il futuro assetto societario, il piano industriale, occupazionale e ambientale per il rilancio del sito produttivo di Taranto e di tutte il gruppo.
Un’attesa che dura ormai da troppo tempo e le non scelte del governo e i continui rinvii stanno procurando di fatto incertezza e uno stato di abbandono. Nel primo pomeriggio di oggi 13 novembre, le segreterie nazionali, a seguito di una richiesta di incontro, sono state convocate, in video conferenza, dai ministri dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, del Lavoro Nunzia Catalfo e dell’ Economia Roberto Gualtieri sulla vertenza ex Ilva. Crediamo che non sia più rinviabile una discussione di merito che affronti tutte le criticità esistenti all’interno dello stabilimento, a partire dal massiccio utilizzo della cassa integrazione, all’assenza di manutenzioni ordinarie e straordinarie e un ricorso immotivato a licenziamenti repressivi, determinando un clima di terrore all’interno della fabbrica.
Il consiglio di fabbrica dei RSU di Fim, Fiom, Uilm e Usb ha pertanto deciso di intraprende un percorso assembleare con i lavoratori al fine di condividere le azioni di mobilitazione per impedire che la multinazionale continui a dettare l’agenda al governo, tenendo in ostaggio migliaia di lavoratori di ArcelorMittal e Appalto e di tutta la comunità ionica che attende risposte, ormai da tempo, su investimenti che interessino le questioni ambientali e di bonifiche.