ILVA IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA

di | 04/09/2020

LETTERA APERTA AL PREMIER CONTE DA UN LAVORATORE GRAVEMENTE AMMALATO

Pubblichiamo integralmente, dopo diretta autorizzazione, la nota inviata al Primo Ministro Giuseppe Conte da un lavoratore dell’ILVA in Amministrazione straordinaria, il quale ha postato questa sua lettera aperta al Primo Ministro attraverso il sul profilo Facebook. Un lavoratore che attraverso il suo scritto ha voluto personalmente rappresentare la condizione e lo strazio vissuto in prima persona da egli e dalla sua famiglia. Parole puntuali quelle dell’operaio, di compostezza e grande dignità che non lasciano scampo ai fraintendimenti. È, in sintesi, l’appello rivolto da un lavoratore dello stabilimento siderurgico di Taranto, rimasto in capo all’Ilva in A.S. in cassa integrazione straordinaria dall’ottobre 2018 dopo il passaggio dell’azienda ad Arcelor-Mittal.

“ In questi ultimi anni sto attraversando una situazione del tutto particolare. Ex operaio della più grande acciaieria europea attualmente in Ilva in Amministrazione Straordinaria, padre di un bambino di 3 anni e convivente con una donna fantastica che ha rinunciato a tutto per accudirmi. Mi ritrovo ad affrontare un tumore raro dal quale ho volontariamente preso la strada della sperimentazione. Considero il sistema sanitario italiano eccellente, soprattutto nelle risorse umane, ma pur essendo gratuito, tra spostamenti, visite e prenotazioni ho già dilapidato 23.760 euro frutto di risparmi personali e di aiuti da parte di amici e sponsor. Ma non le scrivo per chiederle soldi, bensì il mio Lavoro, che mi riporti la dignità. Art.1 della Costituzione Italiana”.

Ciò faccia profondamente riflettere su battaglie di questo tipo, condotte da questo e da tanti e tanti altri lavoratori, e cittadini, la maggior parte dei quali non hanno scritto al Premier, semplicemente perché per alcuni la vita, anzi la morte, non ne ha concesso il tempo, altri, dolorosissimamente, perché beffardamente il tempo non gli ha concesso neppure poter imparare a scrivere.

In bocca al lupo G., sei un gran guerriero, vessillo della lotta per la vita che non deve mai vedere contrapposta la salute al lavoro, né l’una in sacrificio all’altra. Ti vogliamo bene e cambieremo, tutti insieme, questo perdurante, triste stato dei fatti.