ARCELOR MITTAL

di | 04/09/2020

SCIOPERI INTERNI AI REPARTI ED ESPOSTI AGLI ENTI ISPETTIVI SIAMO SOLO ALL’INIZIO DI UNA SERIE DI MOBILITAZIONI

Il clima è estremamente teso all’interno ed all’esterno della fabbrica. Lo sanno le istituzioni, politici e lo sanno anche i sassi. Lo sanno meglio di chiunque altro le migliaia di lavoratori sociali e dell’appalto con il salario falcidiato, com’anche i lavoratori di Ilva in Amministrazione straordinaria. Senza un piano industriale serio e credibile che sia il recinto delle sacrosante ragioni dell’ambiente, salute e del lavoro (per tutti), non c’è un futuro. Valuteremo in questi giorni ogni iniziativa possibile per costringere il Governo al confronto coi lavoratori e le loro rappresentanze su una vicenda diven- tata oramai insostenibile. Non escludiamo nessuna soluzione, partendo dalla regola che sulla sicurezza niente sconti.

Con questa breve premessa, è stato pienamente partecipato il primo dei 2 scioperi proclamati all’interno dei reparti della fabbrica, per effetto del quale stamane si sono svuotate le postazioni tecnologiche interne e la pro- duzione di area è collassata. Pubblichiamo integralmente il comunicato sindacale:

UILM-FIM-FIOM nei giorni scorsi hanno inoltrato un esposto ad Inps ed Ispettorato del Lavoro in merito alle modifiche apportate unilateralmente dall’azienda sull’ organico tecnologico, definito da accordi pregressi e confermati successivamente anche dalla stessa Arcelor Mittal durante la fase del subentro avvenuta con il “day one”. Infatti, l’eliminazione della figura del “rimpiazzo” genera di fatto un ricorso programmato allo straordinario e pertanto abbiamo denunciato l’anomalia agli enti competenti e allo stesso tempo, come organizzazioni sindacali, incominceremo un percorso di mobilitazioni attraverso lo sciopero nei reparti in cui sono state apportate modifiche all’organico e proclamando lo stato di agitazione in tutto lo stabilimento. Pertanto UILM-FIM-FIOM Avvieranno da subito un pacchetto di ore di sciopero a partire dai reparti coinvolti, come Pla/2 e Laf, subito dopo la ripartenza così suddivisi:
=> Venerdì 4 settembre 24 ore di sciopero lavoratori PLA (Produzione Lamiere)
=> Lunedì 7 settembre 24 ore di sciopero lavoratori LAF (Laminatorio a Freddo)
Riteniamo inaccettabile l’atteggiamento della multinazionale che ormai da tempo ha come unico obiettivo il pareggio di bilancio che oltretutto è facilmente raggiungibile se si continua a tagliare sul personale, sulle manutenzioni ordinarie e straordinarie. Infatti, la fabbrica è al collasso e riscontria- mo continue fermate di alcuni impianti per mancanza di interventi programmati e si va avanti con pronti interventi, a volte nemmeno risolutivi e immediati come accaduto in questo giorni in acciaieria.

Il governo è avvisato!