MERCATO DEL LAVORO

di | 28/08/2020

SERVONO POLITICHE DI SVILUPPO E RILANCIO EFFICACI CONCERTATE E LUNGIMIRANTI

Il mercato del lavoro italiano è ancora fortemente debilitato, anche se da ieri è giunta una prima notizia positiva dall’Istat che segnala una lieve ripresa del fatturato e degli ordinativi del sistema industriale, nel mese di giugno rispetto a maggio, seppur nel primo semestre dell’anno tali indicatori abbiano subito un calo molto duro (rispettivamente del 19% e del 20,9%).
Questi dati si riflettono, in termini occupazionali, con quanto emerge dal report sul precariato INPS che registra la scomparsa di 1,4 milioni di nuove assunzioni e rinnovi contrattuali rispetto ai primi 5 mesi dello scorso anno, di cui 902 mila tra contratti a tempo determinato, anche in somministrazione, e contratti a chiamata. Dall’altra, il blocco dei licenziamenti ha prodotto una positiva riduzione delle cessazioni. Come più volte da noi richiesto, sono arrivati con il Decreto Agosto la proroga fino alla fine dell’anno della causalità dei contratti a tempo determinato e il blocco dei licenziamenti fino alla scadenza degli ammortizzatori Covid. Misure, queste, importanti per evitare un’emorragia difficilmente sanabile di posti di lavoro.
In pieno lockdown, precisamente nel II trimestre 2020, le domande di Naspi hanno pur-troppo registrato un aumento del 21,7% rispetto al I trimestre (433.918 a fronte di 356.664), dove, giocoforza, la scadenza dei contratti a termine ne è stata la maggiore causa. Fortunatamente in questo quadro negativo, il sistema degli ammortizzatori sociali, con causale Covid-19, ha salvaguardato tra aprile e luglio circa 3,7 milioni di posti di lavoro, per un totale di oltre 2,5 miliardi di ore autorizzate, di cui 1,3 miliardi di CIG ordinaria, 782 milioni dei fondi di solidarietà e 471 milioni di deroga.
Siamo chiaramente in presenza di un malato che, per ora, si tiene in vita con palliativi che cercano di attutirne una caduta irreversibile, essendo chiaro che si potrà risollevare solo attraverso il coraggio di mettere in atto efficaci politiche di sviluppo e rilancio concertate e lungimiranti a partire dalla risoluzioni delle vertenze attualmente in corso che facciano da volano alla ripresa, partendo da quella dell’ ex Ilva .