AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

di | 03/07/2020

TUTELA DELL’AMBIENTE: INTERESSE COMUNE DA DIFENDERE

Anche a seguito delle numerose segnalazioni e denunce della UILM, si apprezza da alcuni giorni la ripresa dei lavori relativi alle prescrizioni AIA, che ricordiamo, esser stati sospesi nel pieno della fase emergenziale e del lockdown, condizione questa la UILM dichiarò inammissibile ed ingiustificata.
Ilva in Amministrazione straordinaria unitamente al cronoprogramma presentato da ArcelorMittal, come si ricorderà, hanno di riflesso fatto istanza di differimento di alcune delle prescrizioni alle autorizzazioni integrata ambientale (AIA).
Da qui, gli organi Tecnici (Ispra, ASL, Commissione tecnica Via-Vas, Commissione istruttoria Aia-Ippc e VV.FF) hanno ritenuto fondata la richiesta della Società, unitamente al cronoprogramma di esecuzione delle attività da parte di ArcelorMittal, producendo l’effetto della conferma delle richieste avanzate, tuttavia riconducibili alla fase di lockdown a valle delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria da Covid-19, tanto da indurre il Ministero dell’Ambiente a prorogare le prescrizioni AIA.
Si fa riferimento alle prescrizioni relative alle acque reflue, che, secondo quanto accolto, dovranno essere eseguite entro e non oltre il 30 novembre prossimo (5 mesi ulteriori).
Oltre a ciò, il Ministero dell’ambiente dispone, entro il 31 dicembre 2020, l’adeguamento del sistema di monitoraggio per garantire il rispetto dei valori di emissione previsti.
Un’altra proroga è quella relativa al completamento della copertura dei na- stri trasportatori, con la decisione di procrastinare da fine maggio 2020 a fine settembre 2020, la misura di contenimento dello spolverio dovuto al trasporto di materie prime.
Giova inoltre ricordare che Ilva in Amministrazione straordinaria ha chiesto l’ulteriore proroga per quanto attiene questo aspetto, sino a luglio 2021 (14 mesi ulteriori dalla prima imposizione).

Il giudizio della UILM, è che, malgrado tutti facciano i conti con le conseguenze devastanti della pandemia, nessuna cieca condivisione può giungere a valle del differimento di tali imprescindibili misure a tutela dell’ambiente.
Chiunque, quando in ballo c’è la tutela dell’ambiente circostante, rifletta che esso è il luogo dove tutti noi ci incontriamo; dove tutti abbiamo un interesse comune ed è una delle poche, se non l’unica cosa che tutti noi condividiamo.