UILM NAZIONALE

di | 19/06/2020

GOVERNO METTA IN CAMPO UN’ALTERNATIVA SERIA AD ARCELORMITTAL

Un progetto industriale serio e di lungo raggio che veda lo Stato protagonista e controllore del rispetto degli impegni ambientali e occupazionali, senza ArcelorMittal ma con i migliori gruppi siderurgici italiani che vogliano realmente rilanciare l’Ex Ilva: questa la proposta di Rocco Palombella, Segretario generale della Uilm. Tutto ciò a sostegno di un futuro occupazionale e non decenni di cassa integrazione come già accaduto in diverse realtà industriali italiane. Palombella propone quindi una legge speciale per Taranto e per la siderurgia “perché – ha dichiarato – se dobbiamo ristrutturare la fabbrica e avere un’acciaieria green, dobbiamo pensare anche alle persone, in particolare agli esuberi che potrebbero determinarsi”.

LEGGE SPECIALE

Il leader Uil ha sottolineato che “come Uilm abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere una legge speciale per Taranto e per la siderurgia per tutelare tutti i livelli occupazionali, dare la possibilità di uscire dal lavoro a chi ha requisiti per pre pensionamenti e legge amianto. Quando l’abbiamo proposta – ha detto – ci hanno derisi, ma ora vedo che qualcuno nel Governo comincia a farci un ragionamento”. Secondo il Segretario dei metalmeccanici Uil, “chi conosce le vicende della siderurgia, sa bene che questo settore, negli anni, ha sempre avuto leggi di accompagnamento, anche per il rinnovo del personale”.

ARCELORMITTAL NON CREDIBILE

Rispetto al rapporto con la multinazionale franco-indiana, il Segretario genera- le Uilm pensa che “il Governo continua ad alimentare un equivoco e una contraddizione di partenza” perché “da un lato, si è detto che chiude lo Stato, dall’altro che la fabbrica rimane in piedi”. Una forte incoerenza interna alla quale, secondo Palombella, “si aggiunge anche la mancanza di determinazione di questo Governo”.
Arrivati a questo punto, dopo la presentazione di un piano industriale definito “irricevibile” sia dalle organizzazioni sindacali che dal Governo, per il leader delle tute blu della Uil “è chiaro il disegno di ArcelorMittal, ma lo era già da novembre, quando ha presentato un piano di chiusura dello stabilimento entro gennaio 2020 con la fermata di tutto e adesso stanno facendo la stessa cosa ma con una tempistica diversa”.

ACCORDO DI MARZO

A proposito dell’accordo di marzo, Palombella ha dichiarato: “Noi non siamo stati coinvolti, prevede 5mila esuberi e inadempienza contrattuale. Temo – commenta il Segretario generale Uilm – che il vero disegno che sta dietro sia quello di prendersi il mercato. D’altra parte, perché produrre le bramme di acciaio a Taranto? Meglio far arrivare i coils da altrove”.
“Difendere l’accordo di marzo 2020 e dire che vale quello può anche essere una tattica, perché quell’intesa ha chiuso il contenzioso legale che si era aperto mesi addietro ma – ha concluso Palombella – mi chiedo, con migliaia di lavoratori in cassa integrazione che prendono meno di 900 euro al mese, con le aziende che non ricevono i pagamenti da mesi, noi siamo ancora al tatticismo?”.

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