ARCELORMITTAL

di | 19/06/2020

LUCIA MORSELLI OSPITE DI “PORTA A PORTA”: VISIONE DISTANTE DALLA REALTA’

Ancora una volta assistiamo ad una raffigurazione da parte dell’A.D. di ArcelorMittal Italia, di una fabbrica, estremamente lontana dalla realtà.

Possiamo tranquillamente definirla pura contraddizione, a proposito dell’ex ILVA, quella mostrata da Lucia Morselli Mercoledi 16 giugno negli studi televisivi RAI durante la trasmissione condotta da Bruno Vespa “porta a porta”.

Un’abile, plastica manipolazione della realtà, nella quale Lucia Morselli ha parlato di un’azienda, l’ex ILVA oggi ArcelorMittal, che ha fatto gli interventi di ambientalizzazione previsti, che produce, e con livelli occupazionali in linea a quanto convenuto con il governo italiano.

La realtà invece è tutt’altra. E’ quella fatta di un’azienda che fin dall’inizio ha disatteso gli impegni sottoscritti, dove nessun racconto può essere più rappresentativo del reale stato degli impianti e delle tensioni sociali di questi giorni.

E’ la quasi totale paralisi dei reparti che spiega meglio di ogni salotto televisivo l’amara realtà che prende prepotentemente il posto delle parole, a cui si sommi le migliaia di lavoratori collocati in cassa integrazione, dove le ragioni del Covid-19 impattano solo in minima parte.

Fatti questi che prevalgono su qualsiasi racconto, e che, senza l’atteso immediato e brusco intervento del Governo, il rischio è più che reale che si possa mettere a segno un piano che, più che di industriale (di cui ha poco o nulla) serva a guadagnare tempo per giungere a novembre, mese in cui la multinazionale consegni oltre alle “chiavi” della fabbrica, briciole economiche e macerie industriali e sociali.

La verità, D.ssa Lucia Morselli, è che quella fabbrica non sarà più disponibile a nessuna deroga sugli interventi di adeguamento degli impianti per la loro messa in sicurezza e rilancio; come non sarà più disponibile a riduzioni di organici, per effetto dei quali a pagare siano solo e soltanto i lavoratori e la Comunità tarantina.

Quello che abbiamo visto e ascoltato Mercoledì, riteniamo sia stata una provocazione, l’ennesima, che oltre a non dare nessun apporto migliore alla difficile situazione, non fa sicuramente bene al clima arroventato di tensione sociale di questi giorni e che abbiamo ben rappresentato al Prefetto di Taranto. E se ci permette uno spunto per la sua prossima intervista, giova suggerirLe che è meglio un silenzio sensato che parole dette senza senso. Rifletta.