PARI OPPORTUNITA’

di | 29/05/2020

IL DISCRIMINE NEL SETTORE METALMECCANICO: A CURA DELLA COORDINATRICE PUGLIA, DORIANA CALEANDRO

Nel settore metalmeccanico è facile associare una discriminazione a quella di genere, in quanto netta è ancora la disparità tra uomini e donne sia in termini di assunzioni, di accesso al lavoro che in termini di crescita professionale. Un settore dove la donna di certo trova un terreno molto arido per il suo inserimento.
Tuttavia quando si parla di pari opportunità sul posto di lavoro si intendono tutte quelle azioni mirate ad eliminare ogni tipo di disuguaglianza di una persona rispetto ad una all’altra che si trovi in situazione analoga, con riferimento a una o più delle seguenti discriminazioni: genere, razza, origine etnica, religione, condizioni personali, handicap, età e orientamento sessuale.

COME E QUANDO INTERVENIRE

Dopo una attenta analisi preliminare del caso, accertata la competenza e l’effettiva necessità di intervento, a seconda delle circostanze, la figura di riferimento delle pari opportunità può decidere di intraprendere diverse strade.

PROCEDURA INFORMALE: mediare tra il lavoratore e il datore di lavoro, convocando le parti al fine di trovare un accordo.

PROCEDURA FORMALE: si attiva quando la prima strada è fallita o non ha ottenuto gli effetti sperati. Si convocano formalmente le parti in maniera congiunta, con la partecipazione delle sigle sindacali del lavoratore e/o lavoratrice e si stila un verbale di accordo o di mancato accordo. In tal caso si procede per via giudiziaria affiancando il legale al lavoratore/trice.
Il coordinamento delle pari opportunità ha svolto e continua a svolgere un lavoro prezioso che coniuga iniziative di sensibilizzazione con attività di studio e di ricerca, e si sforza al tempo stesso di migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i cittadini, indipendentemente dal loro sesso. Questa materia continua ad evolversi al passo con una sempre maggiore consapevolezza collettiva riguardo ai diritti dei lavoratori e alle forme occulte di discriminazioni a cui sono sottoposti, nel quadro di una più generale rilettura della società.