UILM NAZIONALE

di | 23/05/2020

L’INCONTRO DEL 25 MAGGIO: GIORNATA DECISIVA GOVERNO NON PERDA ALTRO TEMPO!

Da questa mattina oltre mille lavoratori dell’ex Ilva di Taranto sono in presidio sotto la Prefettura, a Genova 600 lavoratori si trovano davanti allo stabilimento, a Novi Ligure in sciopero ad oltranza dal 19 maggio, per chiedere un intervento del Governo per risolvere una situazione che di ora in ora sta degenerando e che rischia di far esplodere una bomba sociale, ambientale e industriale senza precedenti nella storia italiana. Siamo a un punto di non ritorno, c’è il forte rischio di non riuscire più a governare la rabbia dei lavoratori”.
Già dal luglio scorso, con la decisione unilaterale di avviare la cassa integrazione per circa 1.300 lavoratori, la multinazionale ha lanciato il primo segnale inequivocabile di non voler continuare a gestire gli stabilimenti dell’ex Ilva. Ogni giorno che passa la situazione diventa sempre più grave, il Governo non perda altro tempo. ArcelorMittal non ha nessun ri- spetto degli oltre 10 mila lavoratori italiani delle comunità di Taranto, Genova, Novi Ligure, e strumentalizza in maniera vergognosa la pandemia per mettere in cassa integrazione 5 mila persone e portare nel baratro il settore della siderurgia italiana.
Nell’incontro di lunedì, conclude il Segretario generale della UILM, chiederemo ai Ministri Patuanelli e Catalfo di prendere atto che sia l’accordo del 2018 che il contratto del 4 marzo scorso non verranno mai rispettati dalla multinazionale.
A questo punto bisogna trovare immediatamente una soluzione, ovvero il ritorno della gestione nelle mani dello Stato per un periodo di tempo. Contemporaneamente si devono ricercare partner industriali solidi e credibili non solo dal punto di vista economico, con la voglia di rilanciare, risanare l’ambiente e ristrutturare gli stabilimenti salvaguardo tutti i livelli occupazionali e salariali.