VIOLENZA SULLE DONNE ED EMERGENZA COVID-19

di | 27/03/2020

NOTA UNITARIA CGIL – CISL – UIL

Pubblichiamo la nota unitaria del 26 marzo sul tema della violenza sulle donne in preparazione dell’emendamento di modifica al Dl n. 18/2020 (“Cura Italia”)

Le necessarie misure messe in atto per il contenimento del contagio da Covid19 sono per il sindacato anche motivo di grande preoccupazione. La violenza contro le donne non si ferma, anzi rischia di aggravarsi proprio in questo periodo che vede convivenza forzata e obbligo di restare a casa. Per le donne chiuse in casa con uomini violenti, ovviamente, ciò rappresenta un pericolo ulteriore con chiare difficoltà anche a poter chiedere aiuto rivolgendosi all’apposito numero telefonico istituzionale 1522. Senza dimenticare i figli, che a casa per la chiusura della scuola, si ritrovano vittime passive delle violenze stesse. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia e, anzi, dobbiamo chiedere con più forza in queste ore l’applicazione delle convenzioni di Istanbul e di Lanzarote.

Ribadiamo, inoltre, la necessità che nelle procure restino operative le procedure di emergenza per le denunce e si ricorra a tutte quelle misure che possano tutelare le donne vittime di violenza, anche mediante l’applicazione di decisioni innovative come quella che in questi giorni ha visto protagonista il procuratore della Repubblica di Trento, decisione con cui d’ora in avanti dovrà essere il violento ad abbandonare l’abitazione e non la donna con i minori.

Questa soluzione ci sembra fondamentale in questi casi ed è per questo che chie- diamo una sua immediata estensione a tutto il territorio nazionale. Sul piano economico, riteniamo altresì importante introdurre misure di sostegno per aiutare ulteriormente le donne a fuoruscire dalla violenza. Misure che ovviamente devono essere circoscritte a questo periodo emergenziale e debbano comprendere:

  • una campagna informativa capillare sul 1522;
  • la diffusione di tutti i dispositivi di sicurezza per le donne e le operatrici delle case rifugio e dei centri antiviolenza;
  • l’istituzione di un fondo per le esigenze specifiche atte a garantire l’uscita del- le donne dalla spirale della violenza;
  • l’estensione ad almeno 6 mesi del congedo per le donne vittime di violenza unitamente ad una maggiore esigibilità dell’istituto;

le Ctu devono rispettare le norme di sicurezza ed eventualmente devono essere sospese laddove non possano essere garantite tali norme.

Ci auguriamo che questa difficile fase passi al più presto, per tornare ad affrontare più compiutamente e in maniera più strutturata l’altra emergenza, quella della violenza maschile sulle donne che non accenna a diminuire.